di Maria Antonietta Cignitti
L’approccio alla prassi esecutiva della musica antica, ed in particolar modo a quella medievale, fa nascere nel musicista moderno numerosi interrogativi relativi ai modi e ai tempi in cui l’attività musicale era realizzata al di fuori dalle occasioni ufficiali e cerimoniali documentate dalle cronache del tempo. La via da percorrere per recuperare questo tipo di informazioni deve necessariamente rivolgersi a fonti svariate tra cui opere letterarie, storiografiche ed iconografiche. Utile alla riflessione sulla prassi musicale nella sua accezione quotidiana è il Tacuinum sanitatis, un trattato medico risalente all’XI secolo realizzato a Baghdad dal medico e letterato Abu al-Ḥasan al-MukhtarIbn Buṭlan.

Il titolo originale Taqwim al sihha Taqwīm, cioè Almanacco della salute, si riferisce al contenuto del testo che verte sui consigli del medico al lettore cadenzati sul calendario e le stagioni. I suggerimenti impartiti riguardano non solo la salute, il nutrimento, l’umore ma sono anche corredati da indicazioni pratiche per condurre e mantenere una condotta di vita sana.
Il trattato, in seguito, fu tradotto in latino diffondendosi rapidamente in Europa tanto da essere realizzate diverse copie corredate da miniature o disegni atte ad illustrare il soggetto e la materia cui la regola, espressa in calce al foglio, era riferita.
Le immagini che decorano i Tacuina li rendono una vera e propria enciclopedia illustrata della vita medievale attraverso la raffigurazione particolarmente vivace di ambienti, scene di lavoro, di vita domestica, di piante e animali. I soggetti ricorrenti nelle illustrazioni sono: il medico in cattedra da solo e con un seguito di studenti, disegni per l’identificazione delle piante, degli animali, illustrazioni dedicate alle stagioni, al clima. Altre raffigurazioni sottolineano l’importanza del movimento del corpo e rappresentano i differenti stati d’animo. Tra le numerose scene che catturano momenti di vita quotidiana non possono mancare quelle relative alla vendita di beni alimentari quali: cereali, legumi, frutta secca, latticini, sale, pane, carne, olii, dolci, sostanze aromatiche, sciroppi, candele, vestiti, solo per citarne alcuni. Il fine ultimo di tali raffigurazioni è quello esplicitamente didattico ed inoltre quello di rendere l’argomento trattato chiaro e comprensibile al lettore.
Tra i codici più riccamente illustrati si annovera il manoscritto n. 4182 intitolato Theatrum sanitatisrealizzato nella seconda metà del XIV secolo, e conservato nella Biblioteca Casanatense di Roma.Tra le molte tavole di questo trattato vi compare la musica come elemento di grande importanza per la salute, in quanto capace di procurare un benessere spirituale
L’introduzione alla tavola dice infatti: La musica è uno strumento utile per conservare la salute o per restituirla una volta che è stata perduta nei confronti delle diverse nature delle costituzioni degli uomini. La musica, secondo il trattato, può presentarsi in tre forme: «cantus», «organare cantum vel sonare», «sonare et saltare», vale a dire cantare, suonare gli strumenti, danzare al suono degli strumenti. Un esemplare illustrato del Tacuinum fu realizzato probabilmente per Verdi Visconti (1352 – 1414) figlia di Bernabò come regalo di nozze con Leopoldo d’Austria nel 1365.Le immagini che sono state realizzate per questa edizione sono quelle del «cantus» e «organare cantum vel pulsare».

Tra le raffigurazioni presenti ce ne sono alcune che più delle altre non solo illustrano differenti situazioni musicali, ma ci restituiscono quadretti di vita vissuta, come fossero istantanee catturate con prontezza dall’artista. Una figura mostra due fanciulli che guidati dal maestro si esibiscono probabilmente per un sovrano; un’altra immagine ritrae tre musicisti che in un giardino suonano un organo portativo, una viella e una ciaramella o una bombarda, strumenti questi che si ritrovano menzionati nelle numerose scene musicali presenti nella letteratura novellistica del Trecento. Evocativa di un momento di svago e di convivialità in ambito privato è la miniatura in cui sono rappresentate tre fanciulle e una bambina che al suono di una ciaramella e di una cornamusa eseguono un ballo tondo.
In un’altra copia del Tacuinum, sempre legata all’ambiente lombardo, il canto è rappresentato sia con riferimento alla musica liturgica con la raffigurazione di due fanciulli e due chierici che cantano sopra un libro notato posto sul leggio, ma anche profana con la raffigurazione di un cantante affiancato ai lati rispettivamente da due musicisti: uno suona un organo portativo e l’altro una viella, raffigurazione di un ensemble che appare decisamente coerente con l’esecuzione delle ballate trecentesche. Un’altra immagine mostra invece due uomini e una donna che al suono di una ciaramella e di una cornamusa che sembrano eseguire una danza. Queste scene rappresentano così l’espressione di un mondo reale, la manifestazione di una pratica autentica e possono metterci in contatto con una realtà concreta che può sfuggire ad un approccio esclusivamente teorico della musica medievale.
Fonti e bibl.: F. Alberto Gallo, Musica nel Castello. Trovatori, libri nelle corti italiane dal XIII al XV secolo, Bologna, Il Mulino,1992
http://www.treccani.it/enciclopedia/tacuinum-sanitatis_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Medievale%29/
