di Gabriele Pro
Sul finire del Seicento a Roma la produzione di musica strumentale si arricchisce della pubblicazione di raccolte corelliane che fin da subito manifestano un rinnovato atteggiamento organizzativo ed esecutivo caratterizzato fondamentalmente dalla contrapposizione e dalla collaborazione di elementi indipendenti ed eterogenei tali da stravolgere โlโoriginario assettoโ, vissuto fino a quel momento e dando origine a maggiori effetti musicali di contrasti e di chiaroscuri.

Autore di questo cambiamento fu il compositore Arcangelo Corelli nato a Fusignano nel 1653, il quale si trasferรฌ a Roma intorno ai ventโanni. Il suo primo evento pubblico nella cittร pontificia risale al 25 agosto 1675, quando suonรฒ in occasione della festa di San Luigi dei Francesi. Da allora la sua attivitร continuรฒ ininterrotta al servizio dei cardinali mecenati Benedetto Pamphilj e Pietro Ottoboni, divenendo subito un punto di riferimento per i musicisti italiani ed europei, e la sua opera fu ben presto un modello didattico grazie alla quale si formรฒ una โscuola corellianaโ costituita dalla nuova generazione di violinisti.
Il 1 gennaio 1700 Arcangelo Corelli pubblicรฒ a Roma la raccolta dal titolo 12 Sonate a violino e violone o cimbalo, op.V, presentando una scrittura nobile ed espressiva, sostenuta dal contrappunto vigoroso, ricco di studiate dissonanze. Ciรฒ che distingue lโopera V dalle precedenti raccolte solistiche per violino di altri autori รจ lโaver espresso con equilibrio lโaspetto virtuosistico di composizioni destinate allโesecuzione solistica, senza che questo prevaricasse uno stile che รจ stato definito dal musicologo Franco Piperno, โclassicamente compostoโ.

Romani e non, molti furono gli strumentisti che accorsero nella cittร eterna per apprendere i segreti e le tecniche di Corelli, dando un importante contributo allโenorme diffusione della nuova scuola violinistica romana non solo in Italia, ma anche in tutta Europa.
Fra coloro che preferirono rimanere in ambito romano si annoverano Antonio Maria Montanari e Giovanni Mossi, mentre altri, come Giovanni Stefano Castrucci e Pietro Carbonelli, preferirono trovare fortuna al di fuori della penisola. Questi ultimi infatti decisero di condurre la loro opera di musicisti e compositori a Londra, seguendo lโesempio di Georg Friedrich Hรคndel che si stabilรฌ nella capitale inglese nel 1712.
Il modenese Antonio Maria Montanari fu considerato come uno tra i piรน virtuosi strumentisti dellโepoca. Figura emblematica, รจ citato con il nome di โAntoniuccioโ, e risulta partecipe in molti degli eventi musicali romani a partire dal 1699. Presente in molte liste di pagamento del cardinale Pamphilj, con lo pseudonimo il Modenese, prese parte anche alla prima esecuzione dellโoratorio La Resurrezione di G.F. Hรคndel nel 1708.
In occasione dello stesso oratorio, partecipรฒ anche Giovanni Mossi. Figlio dโarte, nacque a Roma nel 1680 e sicuramente apprese i primi rudimenti musicali dal padre Bartolomeo il quale lo introdusse nellโambiente musicale cittadino. Il compositore collaborรฒ strettamente proprio con Montanari e con il violoncellista Domenico Ghirlarducci, dando vita al โconcertinoโ dellโorchestra al servizio delle produzioni musicali finanziate dal cardinale Ottoboni tra il 1733 e il 1737. Mossi, come Corelli, diede alle stampe sei raccolte musicali: una metร dedicate a sonate per violino e basso, invece tre rivolte ad un organico orchestrale piรน ampio. Lโopera I di Mossi, le 12 Sonate a Violino e Violone, o Cimbalo, richiamano fortemente lโopera quinta corelliana.

Al di fuori degli ambienti musicali romani e italiani, sicuramente il luogo dove la scuola del maestro di Fusignano ebbe maggior influenza e successo fu lโInghilterra e in particolare Londra, dove i violinisti e compositori Giovanni Stefano Carbonelli e Pietro Castrucci si affermarono con successo. Entrambi romani di nascita, le loro opere sono fortemente influenzate dallo stile di Corelli, sebbene non si abbia la certezza che Carbonelli sia stato direttamente suo allievo. Entrambi si spostarono nella capitale britannica tra la prima e la seconda decade del XVIII sec. e collaborarono in stretto rapporto con Georg Friedrich Hรคndel.
Rileviamo lโattivitร di Giovanni Stefano Carbonelli a Londra sicuramente nel 1719 dove trovรฒ un importante mecenate in John Manners III duca di Rutland, al quale dedicรฒ la raccolta di 12 sonate per violino e basso continuo, opera pubblicata nel 1729 e unico suo lavoro sopravvissuto. Nel 1720 entrรฒ come violinista nellโAcademy of Music di Londra, mentre lโanno dopo fu scritturato come capo dell’orchestra all’Haymarket Theatre. Nel 1725 Carbonelli passรฒ al Drury Lane Theatre ma in seguito abbandonรฒ la sua attivitร musicale per diventare mercante di vini e fornitore della corona.
Da ultimo, Pietro Castrucci si trasferรฌ a Londra nel 1715 facendosi apprezzare come violinista, tanto che Georg Friedrich Hรคndel lo volle come primo violino nella sua orchestra fino al 1737. Il violinista romano, grazie a questa esperienza, acquisรฌ notorietร nellโambiente musicale della Londra del tempo e, oltre allโattivitร concertistica e di compositore, si dedicรฒ allo studio tecnico degli strumenti ad arco inventando uno strumento che chiamรฒ โvioletta marinaโ, utilizzato da Hรคndel nella strumentazione di alcune sue opere.
Note e bibl.: Lorenzo Bianconi, Il Seicento, EDT, Torino, 1982; Massimo Privitera, Arcangelo Corelli, LโEpos, Palermo, 2000; Franco Piperno in Musiche nella storia: dallโetร di Dante alla Grande Guerra, Carocci editore, Roma, 2017; Antonella DโOvidio, Mossi, Giovanni, in Dizionario Bibliografico degli Italiani, Treccani; Michael Talbot, A successor of Corelli: Antonio Montanari and his sonatas, ยซRecercareยป, XVII 2005; Alessandra Ascarelli, Carbonelli, Giovanni Stefano, in Dizionario Bibliografico degli Italiani, Treccani; Maria Caraci, Castrucci, Pietro, in in Dizionario Bibliografico degli Italiani, Treccani.
































