di Carlotta Colombo
Era il 1719 quando fu fondata a Cannons la Royal Academy of Music, una compagnia, ben presto trasformatasi in società per azioni, con lo scopo di produrre spettacoli per il teatro musicale. La nomina di maestro d’orchestra venne attribuita a Mr. Haendel, al quale si diede anche il compito di ingaggiare i solisti, scelti tra i migliori interpreti italiani, ai quali veniva proposto un contratto dai cachet esorbitanti. Tra di essi vi è Francesca Cuzzoni, detta la “Parmeggiana”, la quale entrò a far parte della compagnia nel 1722, assicurandosi la somma di 2.000 sterline l’anno, cifra superiore a qualsiasi altra offerta fattale fino a quel momento. Definita “voce d’angelo”, era nota per avere una forte vis patetica oltre che omogeneità, nitidezza, flessibilità e bellezza del fraseggio. La straordinarietà della sua voce fece sì che alla Cuzzoni venisse dedicato un epigramma, da autore anonimo, in cui venne riconosciuta addirittura con capacità superiori ad Orfeo:
If Orpheus’ notes could woods and rocks inspire,
And make dull rivers listen yo his lyre;
Cutzona’s voice can with far greater skill
Rouse death to life, and what is living kill.

La Cuzzoni era altresì nota per la sua non particolare bellezza, la qual cosa tuttavia non le impedì di fare una grande carriera. Robert Walpole, politico e letterato inglese, ne parlò in questo modo: Cuzzoni was short and squat with a doughty, cross face but fine expression. She was not a good actress, dressed ill, and was silly and fantastical.* Nettamente contrapposta risultava invece essere la vocalità, e la bellezza, di Faustina Bordoni, moglie del noto compositore Johann Adolph Hasse, scritturata per la Royal Academy of Music a partire dal 1725. Considerata la rappresentante per eccellenza dello stile brillante, la sua voce era nota per l’eleganza e l’accuratezza nell’esecuzione di agilità, trilli e ribattuti di gola. La straordinaria bravura di queste due primedonne, così diverse fra di loro sotto ogni aspetto, fece molto parlare i teorici ed i critici del tempo, tanto che lo stesso Pierfrancesco Tosi, nel suo trattato Opinioni de’ cantori antichi, e moderni le citò in questo modo: Una (Bordoni) è inimitabile per privilegiato dono di cantare, e d’incantar il Mondo con una prodigiosa felicità di eseguire, e con un certo brillante singolare, e gustoso che inventato (non so se dalla natura, o dall’arte) piace in eccesso. La nobiltà del cantabile amoroso dell’altra (Cuzzoni) unita alla dolcezza d’una bellissima voce, ad una perfetta intonazione, al rigor di Tempo, & alle produzioni pellegrine dell’ingegno sono doti così particolari quanto difficili ad imitarsi, Il patetico di questa, e l’allegro di quella sono le qualità più mirabili sì nell’una che nell’altra. Che bel misto si farebbe, se l’ottimo di queste due angeliche Creature potesse unirvi in un oggetto solo!

È noto peraltro come il pubblico si schierasse apertamente durante le rappresentazioni in cui erano chiamate entrambe ad esibirsi. Accadde così che in una Astianatte di Bononcini del 6 giugno 1727, i disordini tra gli spettatori fossero così aspri da portare le due dive ad uno scontro diretto sulla scena. Ne abbiamo traccia in un articolo pubblicato sul British Journal del 10 giugno: At first the contention was “only carried on by Hissing on one Side, and Clapping on the other; but proceeded at legth to Catcalls and other great Indecencies: And notwithstanding the Princess Caroline was present, no Regards were of Force to retrain the Rudeness of the Opponents.” The contentiousness was said to have spread to the principals themselves, who, it was reported, pulled “each other’s cliffs…It is certainly an apparent Shame that two such well bred Ladies should call Bitch and Whore, should scold and fight like any Billingsgates.”**

Da questo terribile episodio, che portò naturalmente all’interruzione dell’esecuzione oltre che alla cancellazione del contratto di entrambe, prese spunto un poeta anonimo per la stesura di un libello intitolato The Devil to Pay ad St. James’s: or, a Full and True Account of a Most Horrible and Bloody Battle Between Madam Faustina and Madam Cuzzoni. Malgrado ciò le due cantanti, che potremmo definire le Regine rivali del XVIII secolo, ebbero modo di esibirsi ancora insieme fino al 1728, anno in cui la Bordoni si trasferì a Parigi e la Cuzzoni raggiunse Vienna con il marito. Quest’ultima non ottenne tuttavia nessun contratto presso la corte dell’Imperatore a causa delle sue esorbitanti pretese economiche, che ammontavano a 24.000 fiorini l’anno.
*La Cuzzoni era bassa e chiatta, con la faccia grassa e l’espressione arrabbiata, ma aveva una bella pelle. Non era brava come attrice ed era sciocca e stravagante.
**La contesa all’inizio “fu sollevata solo dai fischi da un lato e dagli applausi dall’altro; ma ha continuato per un pezzo con miagolii ed altre grandi indecenze: e nonostante fosse presente la principessa Carolina, non ci fu niente da fare per frenare la maleducazione delle due avversarie”. Si diceva che la polemica fosse dilagata tra le due protagoniste, che, come è stato riportato, “si tiravano i capelli a vicenda… È certamente un peccato che queste due signore di buona famiglia debbano chiamarsi l’un l’altra cagna e puttana e urlare e picchiarsi come due pescivendole”.
Note e bibl.: B. M. Antolini, Cuzzoni, Francesca in Dizionario bibliografico degli italiani, Treccani http:// http://www.treccani.it/enciclopedia/francesca-cuzzoni_%28Dizionario-Biografico%29/; F. Degrada, Bordoni, Faustina in Dizionario bibliografico degli italiani, Treccani http:// http://www.treccani.it/enciclopedia/faustina-bordoni_(Dizionario-Biografico)/;
P. Tosi, Opinioni de’ cantori antichi, e moderni o sieno Osservazioni sopra il canto figurato
D. Snowman, The Gilded Stage: A Social History of Opera; N. Gilliland, Grace Notes for a Year. Stories of Hope, Humor and Hubris from the World of Classical Music
