di Gabriele Pro
A partire dal 1535, anno di pubblicazione della Fontegara di Silvestro Ganassi a Venezia, i musicisti e i compositori incominciarono sempre più a pubblicare trattati e metodi per indicare il giusto modo attraverso il quale sviluppare l’arte del diminuire e del fiorire, pratica sempre più in voga tra la fine del XVI sec. e l’inizio del successivo. In tale contesto si inserisce l’opera di Giovanni Battista Bovicelli, Regole, Passaggi di Musica, Madrigali e Mottetti passeggiati, dato alle stampe nel 1594 a Venezia.
Musico presso la Cattedrale di Milano, come lui stesso afferma, nacque intorno al 1550 ad Assisi. Tra le prime esperienze musicali è registrata la sua partecipazione come cantore presso la Cappella della Santa Casa di Loreto, dove rimase fino al 1575. In seguito proseguì la sua attività a Roma, sia presso la Cappella Giulia a San Pietro, sia al servizio del cardinale Guglielmo Sirleto, grazie al quale ottenne l’incarico di tenore presso la Cappella musicale della Cattedrale di Milano, impiego che mantenne per molto tempo, quasi certamente fino al 1622, anno in cui fece ritorno presso la città natale, dove la sua presenza presso la cattedrale di San Rufino è accertata fino al 1627. Bovicelli fu sia cantore di chiesa che “virtuoso di camera” e la sua funzione di compositore era rivolta principalmente alla realizzazione dei “falsi bordone” e alla composizione dei salmi, i quali erano spesso abbelliti e diminuiti da lui stesso.

Il trattato di Bovicelli si inserisce nell’ampio panorama di metodi redatti in quegli anni e riguardanti la composizione e l’esecuzione dell’arte della diminuzione. Fra i più autorevoli si ricordano quelli di Aurelio Virgiliano, il Dolcimelo, Giovanni Bassano, Ricercate, passaggi ed cadentie, e Francesco Rognoni, Selva de varii passaggi, ma, a differenza di questi, che si rivolgevano sia a strumentisti che a cantanti, il musico di Assisi si dedicò principalmente alla pratica vocale.
In apertura di trattato si trovano la consueta dedica ed elogio, in questo caso al principe Giacomo Buoncompagno duca di Sora, e la prefazione, nella quale Bovicelli, rivolgendosi ai lettori, si scusava se alcuni Passaggi potevano apparire impossibili à farsi con viva voce, giustificandosi che i buoni cantati dottati di buona dispositione di voce, erano soliti eseguirne anche di più difficili.

Nella sezione successiva è realizzata la disamina vera e propria, la quale a sua volta è divisa in due sezioni differenti. In primo luogo sono trattati gli ‘avvertimenti per li passaggi quanto alle parole’ e gli ‘avvertimenti intorno alle note’: l’autore sottolinea infatti che l’esecutore deve rivolgere la propria attenzione non solo alle note, ma anche alle parole, la cui suddivisione deve essere corretta, senza spostamenti errati d’accenti che potrebbero causare una pronuncia errata della parola. Per quanto riguarda invece gli ‘avvertimenti intorno alle note’, l’attenzione si sposta sull’esecuzione delle diminuzioni, le quali devono essere realizzate seguendo le regole dell’armonia e del contrappunto in relazione anche alle altre voci, affinché non si vengano a creare errori armonici o dissonanze. Segue quindi l’esame delle varie forme di abbellimento: gruppetto, tremolo (ancora inteso come trillo), accenti, tirata, salti, passaggi sulle parole, anticipazioni. In conclusione della sezione dedicata alle avvertenze per gli esecutori, il musico, dedica spazio al modo di prendere fiato, sottolineando come molti cantanti abbiano il vizio di respirare troppo spesso tra le note, arrestandosi come cavalli paurosi ad ogni picciol’ ombra, elencandone quindi i vizi e i vezzi peggiori.
L’autore presenta, inoltre, i diversi modi di diminuire sia in relazione agli intervalli tra le note, a partire dal movimento di grado ascendente e discendente fino ai salti maggiori, sia in riferimento alle sequenze ritmiche e melodiche che possono presentarsi in una determinata composizione.
Nella parte finale del trattato, Bovicelli mostra la propria abilità inserendo la sua versione diminuita di alcuni dei madrigali e mottetti più celebri all’epoca.

Elenco dei madrigali e mottetti presenti nel trattato:
Giovanni Pierluigi da Palestrina, Io son ferito ahi lasso, anche con il testo Ave verum corpus;
Cipriano de Rore, Ancor che col partire, anche con il testo Angelus ad Pastores;
Tommaso Ludovico da Vittoria, Vadam et circuibo civitatem, Dilectus tuus;
Claudio Merulo, In te Domine speravi, e Assumpsit Iesus Petrum;
Giulio Cesare Gabussi, Magnificat;
Ruggero Giovannelli, Et exultavit;
Giovanni Battista Bovicelli, Sede a dextris meis.
Fonti e Bibl.: G.B.Bovicelli, Regole, Passaggi di Musica, Madrigali e Mottetti passeggiati, Venezia 1594; G.Rostirolla, Introduzione in Giovanni Battista Bovicelli: Regole, passaggi di musica, Roma, Società italiana del flauto dolce, 1986; C.Frajese, Bovicelli, Giovanni Battista, in Dizionario Bibliografico degli Italiani, Treccani, http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-battista-bovicelli_(Dizionario-Biografico); M.Ventura, Giovanni Battista Bovicelli – Il Trattato, in TomoQuarto.it, http://www.tomoquarto.it/notizie/argomenti/giovanni-battista-bovicelli-il-trattato.